E NELLA FORESTA IO VADO, PER PERDERE LA MIA MENTE E RITROVARE LA MIA ANIMA
John Muir
Ci sono luoghi che sembrano sospesi fuori dal tempo, dove il silenzio è una presenza viva. In questa nuova collezione, Chiara Del Vecchio ci accompagna ai margini del mondo, in paesaggi remoti in cui l’essere umano osserva, ma non domina.
I suoi quadri non descrivono, ma evocano. Non mostrano scenari spettacolari, ma atmosfere sottili: il respiro della terra, il passaggio del vento, la vibrazione silenziosa della natura. Ogni pennellata è un varco tra ciò che vediamo e ciò che sentiamo.
In un’epoca di rumore e iperconnessione, Del Vecchio sceglie il silenzio, la lentezza, la contemplazione. I suoi paesaggi senza nome sembrano appartenere a un altrove, ma parlano di qualcosa che vive dentro di noi. Sono un invito a perdersi per ritrovarsi, a riconnettersi con una dimensione ancestrale e sacra.
La natura, nei suoi dipinti, non è sfondo ma soggetto, non oggetto ma relazione. Ed è proprio nel suo silenzio profondo che ci ricorda chi siamo davvero.